Luca Fadda

Trombettista - Ristoratore

Provenienza: 
Cagliari
Risiedo: 
New York, NY
Stati Uniti

Luca Fadda

Trombettista - Ristoratore (New York)

Anno 1974. Cagliari. 
Quartiere Fonsarda, Via Bandello. Sono nato e cresciuto in uno di quei quartieri fine anni '70, primi anni '80, che poteva essere a Milano o a Bari, ma invece era nella solare e pigra città di Cagliari. Su una collina di fronte alle Saline di Molentargius. Sono nato in transizione, in bilico tra le dolci radici paesane dei miei genitori e la loro voglia di modernità e benessere tipica del boom economico degli anni '80. Guardando la televisione e giocando a calcio nei cortili dei palazzi del quartiere. Sono cresciuto tra gli odori della prelibata cucina di mia madre condita con l'olio fatto da mio zio nell'alto campidano e le merendine del mulino bianco; il dopo barba di mio padre ben rasato, l'abito ben stirato per andare in ufficio, le cravatte profumate e abbinate da mia madre ai sui abiti, i mocassini sempre puliti, l'odore del mare, della paraffina sulla tavola da surf e dell'albero di mimosa di fronte a casa mia e i suoni delle partite nella radiolina in macchina di papa' mentre leggeva i suoi amati libri (non c'era molta musica a casa mia), il rumore dei soffritti in cucina, le urla dei pescivendoli al mercato di San Benedetto, le bordate del pallone sui portoni in ferro dei palazzi, lo scoppiettio dei motorini 50cc. e così via... estati al mare al Poetto, la cricca in via Garibaldi dopo lo studio, il motorino ... passioni ancora niente, se non la voglia di stare in compagnia. 
Fino all'anno in cui sono partito per gli Stati Uniti con l'EF, durante la quarta superiore. 
Cos'è successo francamente non l'ho ben capito, almeno subito. L'elaborazione è stata lentissima, così nonostante il fortissimo shock culturale, dopo il diploma ho proseguito il percorso segnato dalla tradizione familiare e mi sono iscritto in economia. Non perché ne fossi appassionato (come dicevo non avevo ancora risvegliato nessuna particolare passione) , ma per dovere, per pigrizia forse... forse per una strana ambizione. In fondo ero un bravo studente e il percorso di laurea non è mai stato messo in discussione . 
Ma piano, piano, durante i miei anni universitari, le malinconie avvertite durante l'anno all'estero hanno incominciato a prendere voce e chiedermi sempre di più di essere espresse. La musica mi ha tenuto sempre molta compagnia in quel periodo e ho trovato in quel sistema espressivo il veicolo più funzionale per esprimere i miei sentimenti, formalizzare in maniera astratta-concreta le mia creatività e tramite essa trasformare me stesso, in una persona più completa, complessa, stratificata, aperta, più adatta ai cambiamenti velocissimi ai quali il nostro tempo ci sottopone. 
Mentre studiavo economia, frequentavo la sala di lettura della facoltà di lettere e filosofia (dove poi ho incontrato Giorgia Zedda, mia attuale moglie ) e iniziavo a suonare nei gruppi punk HC, reggae e ska della scena musicale Cagliaritana. La frattura tra la mia vecchia struttura educativa e il nuovo sistema culturale era sempre più ampia, la transizione aveva subito una forte scossa e accelerata, il bilanciamento sempre più' precario. 
La passione per la musica adesso era il vero potentissimo canale di trasformazione, di espressione. Il mio martello e la mia incudine. Volevo recuperare gli anni persi e mi sono iscritto alla scuola civica di musica di Cagliari e poi al Conservatorio con il Maestro Baggiani. 
Nel frattempo ho terminato gli studi in economia con 110 con una tesi sull'inquinamento ambientale come forma di fallimento del mercato. 
Da quel momento in poi mi ero meritato il mio sogno e volevo continuare a suonare, cercare me stesso. Non escludo che mi sarebbe piaciuta una carriera accademica e continuare i miei studi sulle economie del benessere basate sull'ambiente e la cultura, ma il percorso era ad ostacoli (per non dire impossibile visto il vigente sistema meritocratico italiano) e la mia determinazione non era così forte da poter sopportare la carriera di un ricercatore italiano. 
Così l'anno dopo la laurea ho fondato con un gruppo di amici l'associazione culturale Chourmo e con essa il festival di letteratura applicata il Marina Cafe Noir. Nata dall'idea del mio amico Giacomo Casti all'interno di un folto nucleo di attivisti culturali che animava il quartiere Marina di Cagliari, Carlo Birocchi, Simone Murru, Sergio Priani, Checco Adamo, ecc... come sintesi delle esperienza dell'arcivernice, il cafe Bizare... e tante altre iniziative che animavano il vecchio borgo vicino al porto di Cagliari. 
All'interno di quel contenitore potevamo dare voce alle nostre esperienze artistiche, politiche, musicali, antropologiche, condividendole con grandi intellettuali, sardi, nazionali e internazionali come Serge Latouche, Francesco Abate, Massimo Carlotto, Marc Augè, Sandrone Dazzieri, Giancarlo Biffi e PierPaolo Piludu, Roberto Saviano, Gianmaria Testa, Michela Murgia, Roy Paci, Emanuele Crialese, ecc... 
Dopo appena un anno però era arrivato il momento di partire. Giorgia si è laureata in leggi e amava (e ama ancor di più oggi ) NY e io, dopo aver seguito Paolo Fresu per i vari seminari di Jazz a Nuoro e Siena avevo voglia di confrontarmi con i maestri americani. 
Così siamo partiti. Senza una grande valigia. Era il 2002. C'era già internet e la nostra testa era già globale. Non avevamo un progetto, se non essere noi stessi. Non c'era un piano di ritorno, perché in realtà non abbiamo mai percepito il vero distacco dalla nostra terra d'origine. Nonostante ciò ,inevitabilmente il baricentro si è completamente spostato sull'America e abbiamo deciso di aprire un piccolo locale che ci consentisse di realizzare i nostri progetti. Eccoci dunque di fronte ad una inedita sfida: diventare imprenditori nel campo della ristorazione a NY. Niente di più lontano dalle nostre formazioni di base. 
Con grande tenacia e una sana incoscienza ci siamo messi alla ricerca di un piccolo locale che potesse ospitare il nostro progetto. L'abbiamo trovato dopo nove mesi di ricerca, nel quartiere NoLita nel Lower Manhattan (il nostro quartiere preferito). Siamo stati fortunati. Con Giorgia ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo iniziato (senza nessuna esperienza ) a costruire un locale da zero. Demolire i muri per riscoprire i mattoncini di quello che anni fa ero un social club di Italo Americani sulla famigerata Mott Street, e poi un bancone fatto con il mio amico Leonardo, una piccola libreria e un palco. Abbiamo comprato dei vecchi frigoriferi usati e dopo tre mesi di lavori abbiamo aperto il nostro piccolo Wine Bar, dal nome epistrophy. 
Appena abbiamo aperto la porta, il locale si è subito riempito. Lo stesso anno siamo stati nominati Best Wine Bar di NY dalla prestigiosa rivista Time Out. La città' ci ha accolti a braccia aperte e noi abbiamo ricambiato questa favolosa accoglienza lavorando sempre di più in modo da poter essere all'altezza di tali riconoscimenti. In fondo eravamo due felici sprovveduti e volevamo dimostrare che quell' attestato di riconoscimento doveva essere supportato da fatti. Così dopo tanto lavoro anche il NY Times ci menziona tra i migliori locali di NY. Dopo qualche anno abbiamo aperto un altro ristorante, River Deli, insieme a mia sorella Giovanna (che nel frattempo ci ha raggiunto a NY) e suo marito Andrea Mocci, nel bellissimo quartiere di Brooklyn Hights e adesso, sempre insieme a Giorgia e al mio socio Nicola Paganelli stiamo aprendo un terzo locale a Greenpoint-Brooklyn. Non so ben spiegare la fortunata formula di epistrophy, penso che sia un insieme di elementi che si sono incontrati in un luogo e in un tempo. Io, Giorgia, NY, 2005. Giovani , con un bel passato alle spalle, con un bella energia, spaventati ma coraggiosi, incoscienti ma non sciocchi, in un terreno fertile nel quale esprimere la nostra creatività. In questi anni ho ovviamente continuato a suonare e sempre a studiare musica con Andy Gravish, Steve Glutzman, Fabio Morgera e a registrare. Ho inciso 3 dischi a nome mio. Il primo in duo con FS Blumm, e due dischi con i Quasi Dub Development, progetto di Jazz - Dub. Il primo disco dei QDD e' stato nominato miglior disco di musica elettronica nel 2011 dalla prestigiosa rivista Danese Gaffa e vanta delle belle collaborazioni con Andreas Gerth dei Tickled and Tied Trio e Thomas Knack Aka Opiate, ottimo produttore di musica elettronica pubblicato dalla Morr Music e compositore di alcuni brani di Bjork. Il secondo disco uscito nel giugno del 2014 ha come ospiti, il leggendario Lee "Scratch " Perry e Lady Ann oltre a bravissimi musicisti come Jason Candler, Sven kacirek, Victor Rice. Ho partecipato poi in dischi di altri musicisti e composto la musica per alcuni spettacoli di danza contemporanea della coreografa Keely Garfield. Durante la mia permanenza a NY ho suonato e continuo a suonare con Colin Steston, End, Jason Candler, Oscar Noriega, Brian Drye, Lee "Scratch" Perry, Lady Ann. In questi anni però il mio rapporto con la musica è cambiato. L'ho integrata completamente nella mia vita e non sento più il bisogno di dover dimostrare niente come musicista e tanto meno sentirmi tale. La musica è semplicemente un elemento della mia esistenza come la mia famiglia, i miei locali, il mio quotidiano. Continuo a seguire l'economia, la politica, l'arte e l'antropologia. Ho realizzato che ogni azione e soprattutto ogni reazione è artistica e politica. L'esperienza del Marina Cafe Noir prima e poi quella dell'epistrophy, mi hanno insegnato che ci sono moltissimi modi di incidere sulla società e vivere la proprio esistenza, fuori da un percorso precostituito, riconosciuto, accademico. Ricordo che una volta scrissi ad un amico, in uno scambio di email, prima della partenza per NY, che avrei voluto imparare l'arte del vivere più che vivere d'arte e così sto provando a fare ancora oggi. Abbiamo aperto un locale come se fosse una creazione artistica, una macchina economica che incide in un tessuto sociale. Una creatura che agisce e reagisce, che inspira e aspira. Sensibile ai cambiamenti e generatrice di cambiamenti. Al centro della città più mutevole al mondo, nella via dove la street art è diventata Arte con un mercato ... mutevolissima, inafferrabile, in continuo movimento. 
In transizione appunto, proprio da dove sono partito.

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